LE MEMORIE DELLA SOLO 2009

SOLO 2009 di RUGHERA ALESSANDRO - ALHOA SPIRIT

aspetti la regata con ansia, ti prepari accuratamente, la strategia è tutta prestabilita ma quando arriva il segnale di partenza di rendi conto che ......... sei in ritardo
le barche sono pulite e linde all’inverosimile sia sopra che sotto
l’ordine che vige in coperta è magnifico; nessuno mangia, nessuno beve e soprattutto nessuno fuma
nessuno di dice quando virare o strambare o quando avresti dovuto.........
non ci sono problemi con l’arruolamento dell’equipaggio
non ci si può “incazzare” con nessun altro che con se stessi
dopo una messa a punto rigorosa di tutta la barca se qualche cosa si deve rompere basta aspettare i 5 minuti prima del segnale di partenza della solo !
si evitano gli abbordi perchè...... tutti siamo armatori e ci secca enormemente provocare danni
non vedi l’ora di fare il bordo di poppa ,così puoi issare lo spy, poi dai un’occhiata all’anemometro e pensi : mahh, sarà il caso ???? ma lo spirito della “solo” vince e lo spy va su in ogni caso..

SOLO 2009 di CAPRIOLI PAOLO - ASTERIX

La mia prima regata in solitario, la mia prima regata al timone, la mia prima regata! In realtà di regate ne ho fatte molte, di solito a prua o in pozzetto e quasi mai al timone ma la solo è qualcosa di diverso, difficile da spiegare, qui non hai nessuno con cui condividere le manovre, le scelte tattiche, le difficoltà, i piaceri, qui è tutto su di te, intorno a te e dentro di te.
Ringrazio infinitamente il Paolone che mi ha donato con tutto il cuore e la disponibilità di questo mondo questa fantastica opportunità affidandomi il timone del suo Asterix, so cosa vuol dire, io sono un rematore incallito e con il mio skiff ho un rapporto quasi carnale, ho imparato a conoscerlo, a capirlo e infine ad ascoltarlo.
E’ la mia barca che mi dice se tutto funziona, se vado come un missile oppure se non è giornata, è alla fine una parte di me stesso.
Per questo so cosa vuol dire affidarla nelle mani di un’altra persona...
Grazie Paolo, grazie ancora. Prendere in mano il timone di una barca non tua e sulla quale non hai fatto almeno 500 virate e altrettante strambate non è cosa semplice, con Ezio e Fabrizio avevamo fatto un’uscita d’allenamento e i nodi erano tutti venuti al pettine, problemi di qui, problemi di la intermezzati da qualche stralcio di buona andatura.
E poi il terrore di rovinarla!!! Avevo quindi passato una settimana all’estero per viaggio di lavoro, pensando a tutte le manovre e alla migliore conduzione possibile, avevo pregato per “poco vento” per poter dare il meglio senza rischi ma... evidentemente le mie preghiere sono passate inascoltate... quanti erano? Una ventina? I nodi di vento ovviamente.
Consulto con Ezio per l’assetto, barza tendenzialmente orziera quindi genoa pieno e una mano di terzaroli, qualche magheggio e altrettanti riti propiziatori e poi fuori all’avventura.
Abbondante ricognizione, alcune prove di virata con il pilota automatico di poco aiuto per il forte vento e poi i segnali di partenza.
Avevo troppa paura di fare disastri e rovinare la barca, ho quindi preferito partire tranquillo e con quel cavolo di vela impigliata nel candeliere, ma chi andava a prua a liberarla? Partenza nel gruppo quindi, non troppo esaltante, mure a dritta e via verso la sponda piemontese.
Con la vela di prua incastrata e non a segno l’angolo era quello che era, la barca era un pò troppo invelata ma comunque gestibile e il passo tutto sommato discreto. Poi per timore di ritrovarmi incasinato nel gruppo a campo libero ho preferito virare e risalire il lago mure a sinistra solo e lontano da tutti concentrandomi solo nel fare più prua possibile e nell’evitare che la barca si sdraiasse troppo sotto raffica.
Prima della boa poi, la decisione di togliere la mano, manovre non in chiaro e casino inenarrabile, una specie di cappa, un tre e sessanta e non so quant’altro. Peccato davvero un sacco di posizioni buttate via ma anche questo è la solo. Boa e poi giù a vele bianche a cercare un pochino d’aria per camminare.
Un incrocio con il Brisio è una sua strambata perfetta e una bella lotta con Genzi (vinta da lui) fino all’arrivo. Bello, bello davvero sono contento, regata senza infamia e senza lode, nessun danno ad Asterix e una giornata di vela di quelle che il lago regala a fatica. Poi il crollo totale, una stanchezza da non reggersi in piedi ma una grande gioia interiore. Bello di nuovo bello davvero e... se ci sarà una prossima volta...

SOLO 2009 di BRUNO MARCO - ZOLLETTA

Complimenti a tutti quanti hanno partecipato a questa idea ed alla organizzazione di una regata per solitari, sul nostro lago mancava proprio una simile iniziativa.per tutti il diverimento e' stato esasltante. Una lode particolare a quanti hanno evitato che un banale incidente potesse tramutarsi in tragedia dando un importante segnale ad osservare le norme di sicurezza soprattutto per chi naviga da solo.

SOLO 2009 di FORTIN FABIO - FARRABUTTO

Per noi del basso, la Solo parte il sabato pomeriggio quando l’inverna gonfiando le nostre vele ci allontana pian piano dal pontile dal quale le nostre compagne ci salutano con la manina alzata….In quel preciso istante cresce, miglio dopo miglio il piacere di risalire il lago completamente isolati impugnando la barra della nostra barca.
Per me la SOLO è soprattutto una scuola di vela e di vita….l’occasione per verificare se in totale autonomia sono in grado di condurre Farabutto come vorrei, mi diverte moltissimo navigare e giocare con lui, sentirlo vivo mentre fende le onde e domina il vento…….a volte sbanda e sono certo lo faccia apposta ……si diverte nel farmi spaventare per poi rassicurarmi immediatamente tornando al giusto grado di sbandamento……quante ne avrà passate Farrabutto …io sono solo l’ultimo tra i molti che lo hanno armato, ma sono certo che lui si ricorda benissimo di tutti quelli che lo hanno fatto.…..con la SOLO esaltiamo la nostra complicità, un legame indissolubile tra uomo e barca….mi confido con lui come se fosse vivo, mi piace pensare che mi ascolti, che rivelandogli le mie paure, i miei timori, mi aiuti a superarli…. puntualmente ciò accade e la magia si compie …… Solo dopo Solo…… mi accorgo di essere sempre meno SOLO…..

SOLO 2009 di FABRIZIO ANDRIGHETTO

La mia solo inizia due mesi prima, ed è un’altra regata.
Giorno dopo giorno vedo arrivare tutti voi, due, quindici venti, trenta iscrizioni………… I primi trenta sono gli Irriducibili della Solo, quelli che non mancheranno mai, quelli che partiranno sempre anche nei prossimi vent’anni, quelli che vorranno battere il record dell’Armandino, la sua solo del 2007 a 84 anni, az……. quelli che la Solo la vogliono vincere, almeno una volta nella vita, alla faccia della partecipazione.
Intanto gli arrivi si susseguono, trentacinque, quaranta, quarantanove………..
Leggo i loro moduli, nomi nuovi che spuntano da chissà quali porto e ti chiedi dove erano prima della Solo. Barche mai viste nomi sconosciuti che mai avrebbero pronunciato il nome regata. Ora si.
Eccolo, il cinquantesimo iscritto,……che bel numero.
E che bel nome, EPERVIER vincerà la Solo, si il Tino vincerà la Solo, dopo quattro anni di atroci sofferenze e di dominazione straniera.
Ma non finisce qui……..cinquantacinque, cinquantanove……..sessanta.
Il sessanta è un numero ancor più bello del cinquanta. Non arriva via fax ma direttamente al pontile dell’AVM, poche ore prima della partenza. Deve prendere anche il barchino per raggiungere la sua barca alla boa.
È uno degli Irriducibili della Solo si chiama Nino, anzi Squalo, ha settantotto anni.

SOLO 2009 di FABRIZIO ANDRIGHETTO

La SOLO non è avvenimento di un solo giorno, se ne parla ogni volta che ci si ritrova sul pontile, attorno al tavolo, in pozzetto durante le veleggiate in compagnia, è una “avventura” che tutti coloro che vanno in barca vogliono provare……..
E poi tutti gli amici che ti tirano per i capelli, “ma come, non sei ancora iscritto?”, “la devi fare anche tu” etc..
…. eh si, lo volevo anche io, la volevo fare la “SOLO”, una giornata sul mio meteorino blu a gestire, prima che il vento, i miei timori, a vedere se riuscivo a mettere in pratica tutti i consigli ricevuti, a vedere se ce la facevo ad arrivare, a passare il “cancello”….
….e poi quando i primi in porto hanno già disarmato le barche, hanno già finito il debriefing, ti squilla il cellulare in barca, ..”ehi ciao, dove sei, come va, tutto ok?”
… eh si, alla SOLO non sei mai da SOLO…… …una “sacré journée”…

SOLO 2009 di EZIO CANTONE

C'è un posto nel mondo dove c'è un lago,in questo lago vivono due barche che passano il loro tempo sfidandosi; un giorno altre barche arrivarono per sfidarsi a loro volta. Quel giorno in quel lago nacque la "SOLO"... Quel giorno è lontano già cinque anni...
Lunga vita alla "SOLO".